“Non siate indifferenti di fronte a sofferenza e povertà”. Il grido di Papa Francesco dal Madagascar

“Non siate indifferenti di fronte a sofferenza e povertà”. Il grido di Papa Francesco dal Madagascar

La sofferenza non fa parte dei piani di Dio. Ecco la risposta – definitiva – che Papa Francesco grida da Antananarivo, in Madagascar. “Guardiamoci intorno – dice –. Quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto! Questo non fa parte del piano di Dio”. E il cristiano, prosegue, “non può stare a braccia conserte, indifferente, o a braccia aperte, fatalista, no. Il credente tende la mano, come fa Gesù con lui”.

Queste parole del Vescovo di Roma fanno il giro del mondo proprio nel giorno in cui il vangelo della Messa parla dell’uomo dalla mano paralitica, che viene guarito da Gesù in giorno di sabato, di fronte all’ira scandalizzata dei farisei. Luca ci parla di un Cristo che “guariva tutti”: affermazione impressionante se presa nella sua letteralità, e che scuote noi cristiani troppo spesso pigramente seduti sull’idea che Dio “permette il male”…

“La povertà non è una fatalità”: è un lemma ripetuto più volte dal Successore di Pietro in questo viaggio. Questi dolori, questa morte, richiedono l’intervento dell’uomo e in particolare di chi dice di essere discepolo di Cristo. Per questo, nella visita in Madagascar, il pontefice addita come esempio di solidarietà e carità evangelica il missionario argentino Padre Pedro Opeka che “come atto di ribellione interiore” ha iniziato Akamasoa, un movimento per dare un tetto ai più poveri….