Ciro Visone: “Rafforzare il commercio tra i due paesi con una conferenza ad Antananarivo”

Continuare e rafforzare la dinamica dei legami economici tra il Madagascar e l’Italia, questo è l’obiettivo di Ciro Visone, Presidente della Camera di commercio Italia Madagascar (CCIM).
Durante un’intervista privata a Ivandry, questo operatore economico italiano ha sottolineato che l’organizzazione di una conferenza economica con la presenza di operatori e investitori italiani e malgasci ad Antananarivo confermerà questa iniziativa. “Il risultato logico della Conferenza di Roma del 2017 sarà l’organizzazione di una conferenza ad Antananarivo. Questa sarà un’opportunità per sostenere lo sviluppo economico del Madagascar “, ha affermato. Questa posizione del presidente del CCIM che sostiene le iniziative del presidente della Repubblica per aumentare la crescita della Big Island, secondo lui.
Le opportunità che i due paesi saranno in grado di incontrare non sono da meno, ha affermato Ciro Visone. Tra le altre cose, ha affermato che il Madagascar ha un enorme potenziale in termini di risorse agricole, marine e minerarie. Vaniglia, anacardi, polpi, pietre industriali, tanti prodotti del Madagascar che interessano gli italiani. E d’altra parte, gli italiani hanno anche al loro attivo esperienze, tecnologie o prodotti che potrebbero interessare il Madagascar. “Gli operatori di entrambi i paesi devono essere in grado di connettersi in modo che questo slancio possa continuare”, ha affermato.
Alla domanda sulla visita di Papa Francesco in Madagascar, questo operatore italiano ha affermato che il malgascio deve prepararsi per l’abbondanza di importanti opportunità economiche. “Il Madagascar è stato al centro del mondo e il mondo vuole saperne di più sul paese e persino investire di più nella Grande Isola”, ha detto. In ogni caso, questa visita del Sovrano Pontefice è stata un successo per Ciro Visone, che ha accolto in questa occasione l’impegno di Mons. Paolo Rocco Gualtieri Nunzio Apostolico in Madagascar.
“I malgasci, nella consolidata convivenza di diverse religioni e gruppi etnici, possono trarre dal forte messaggio di papa Francesco l’incoraggiamento di un meritato rinascimento, anche nella prospettiva di un ruolo più decisivo della Repubblica malgascia nella comunità africana. e internazionale “, ha detto. Inoltre, ha affermato che la visita apostolica di Papa Francesco in Madagascar ha lo scopo di contrassegnare la popolazione e le istituzioni oltre il senso spirituale.
“Il paese ha un enorme potenziale di crescita e sviluppo dato il ricco patrimonio di splendidi paesaggi, biodiversità e risorse naturali”, ha detto. “L’enciclica Laudato Sii” servirà da guida per una nuova “missione” nazionale di promozione umana associata al miglioramento della creazione, ha concluso il presidente del CCIM.

Marc A.

Ciro Visone: “Rafforzare il commercio tra i due paesi con una conferenza ad Antananarivo”

“Non siate indifferenti di fronte a sofferenza e povertà”. Il grido di Papa Francesco dal Madagascar

“Non siate indifferenti di fronte a sofferenza e povertà”. Il grido di Papa Francesco dal Madagascar

La sofferenza non fa parte dei piani di Dio. Ecco la risposta – definitiva – che Papa Francesco grida da Antananarivo, in Madagascar. “Guardiamoci intorno – dice –. Quanti uomini e donne, giovani, bambini soffrono e sono totalmente privi di tutto! Questo non fa parte del piano di Dio”. E il cristiano, prosegue, “non può stare a braccia conserte, indifferente, o a braccia aperte, fatalista, no. Il credente tende la mano, come fa Gesù con lui”.

Queste parole del Vescovo di Roma fanno il giro del mondo proprio nel giorno in cui il vangelo della Messa parla dell’uomo dalla mano paralitica, che viene guarito da Gesù in giorno di sabato, di fronte all’ira scandalizzata dei farisei. Luca ci parla di un Cristo che “guariva tutti”: affermazione impressionante se presa nella sua letteralità, e che scuote noi cristiani troppo spesso pigramente seduti sull’idea che Dio “permette il male”…

“La povertà non è una fatalità”: è un lemma ripetuto più volte dal Successore di Pietro in questo viaggio. Questi dolori, questa morte, richiedono l’intervento dell’uomo e in particolare di chi dice di essere discepolo di Cristo. Per questo, nella visita in Madagascar, il pontefice addita come esempio di solidarietà e carità evangelica il missionario argentino Padre Pedro Opeka che “come atto di ribellione interiore” ha iniziato Akamasoa, un movimento per dare un tetto ai più poveri….

Messa del Papa in Madagascar, oltre un milione di persone per vedere il Pontefice

Il Papa in Madagascar. Ai giovani: non arrendetevi, costruite il futuro

Centomila giovani per il Papa. E le loro danze, i canti, le testimonianze illuminano la precoce serata di Antananarivo. Il sole è calato, fa anche abbastanza freddo, ma l’entusiamo nel campo diocesano di Soamandrakizay è inversamente proporzionale alla temperatura esterna. Alla fine anche Francesco si lascia coinvolgere dall’entusiasmo di alcuni ragazzi che lo circondano e saltano al ritmo, ripetendo: “Siamo la gioventù del Papa!”

La piccola “Gmg” che il Madagascar ha organizzato per l’arrivo di Francesco prende quota nelle parole del giovane Rova, che si impegna per i carcerati, nel racconto di Vavy Elissa, figlia di due genitori che pur appartendo a etnie diverse hanno saputo costruire una famiglia unita, nel saluto del vescovo malgascio delegato per i giovani, Fulgence Razakarinovy, che ricorda al Pontefice come la popolazione di questo Paese sia composta al 60 per cento da giovani.

Sono storie di ragazzi che non si sono arresi. E così il Pontefice non si lascia sfuggire l’occasione per un incoraggiamento. “Attraverso di voi il futuro entra nel Madagascar e nella Chiesa?”. La realtà, anche la più difficile, può essere cambiata. “È vero – sottolinea – che c’è il rischio per voi di pensare: ‘E’ così, niente può cambiare e nessuno ci può far nulla’. Soprattutto quando non si dispone del minimo necessario per combattere giorno per giorno; quando le effettive opportunità di studiare non sono sufficienti; o per coloro che si rendono conto che il loro futuro è bloccato a causa della mancanza di lavoro, della precarietà, delle ingiustizie sociali e che quindi sono tentati di arrendersi”.

Ma non è così. Il Papa ricorda che il Signore chiama ognuno per nome “non per farci correre dietro a delle illusioni, ma per trasformare ognuno di noi in discepoli-missionari qui e ora”. Egli “ci chiede di non avere paura di sporcarsi le mani”.
Non ci manda da soli, in prima linea, però. “Siamo invitati a scoprire il volto di Gesù nei volti degli altri. Mai isolarsi”. E così il Papa chiede a ognuno dei giovani presenti: “Il Signore può contare su di te? La Chiesa può contare su di te? Il Madagascar può contare su di te?”.

Infine il Papa affida i giovani a Maria. “Siamo una grande famiglia. abbiamo una madre”. “Quella ragazza che ha detto sì senza giri di parole – ricorda il Papa – oggi è la madre che veglia sui suoi figli che camminano nella vita spesso stanchi, bisognosi, ma che desiderano che la luce della speranza non si spenga”. “Questo vogliamo per il Madagascar: per ciascuno di voi e per i vostri amici: che la luce della speranza non si spenga”, conclude il Pontefice.